IL MONDO DISEGNATO

Questo festival vuole raccontare il mondo attraverso il primo dei linguaggi: il disegno. Partendo da una bellissima e nobile rotta, quella dell’illustrazione turistica. Vi racconteremo casa vostra e il punto più lontano da casa vostra. Vi racconteremo il mondo con una matita, perché conosciamo davvero un luogo solo quando siamo capaci di ridisegnarlo.

GROTTAMMARE

Grottammare è una città, casa di artisti, intrappolata nella bellezza. Seduta sulla collina con i piedi infilati nel mare. Come simbolo abbiamo l’arancio, che assieme al blu e al verde racconta questo posto con una semplice palette di colore. Grottammare ha una storia e tante storie, ma quello che ci piace di lei, è che è più facile trovarci un museo aperto che un ombrellone libero. Almeno d’estate.

L’EDIZIONE 2026

Dal 2 al 4 ottobre 2026 il festival torna a Grottammare con tre mostre – la personale di LRNZ, la collettiva “Il posto più bello del mondo” e la personale di Nicola Gobbi – e tre giorni di panel, incontri, laboratori e letture. Tutti gli eventi sono gratuiti.

CREDITS

MAICOL & MIRCO E ALE GIORGINI
Direzione artistica

FRANCESCA LUZI
Comunicazione e promozione

ASSESSORATO ALLA CULTURA CITTÀ DI GROTTAMMARE
Produzione esecutiva

Simbolo Il Mondo Disegnato

IL MONDO DISEGNATO

Decorazione Doppia Linea Verticale

Questo festival vuole raccontare il mondo, attraverso il primo dei linguaggi: il disegno.
Partendo da una bellissima e nobile rotta, quella dell’illustrazione turistica, ). Vi racconteremo casa vostra e il punto più lontano da casa vostra. Vi raccontateremo il mondo con una matita, perché conosciamo davvero un luogo solo quando siamo capaci di ridisegnarlo.

GROTTAMMARE

Decorazione Doppia Linea Orizzontale

Grottammare è una città, casa di artisti, intrappolata nella bellezza. Seduta sulla collina con i piedi infilati nel mare.
Come simbolo abbiamo l’arancio, che assieme al blu e al verde, racconta questo posto con una semplice palette di colore. Grottammare ha una storia e tante storie, ma quello che ci piace di lei, è che è più facile trovarci un museo aperto che un ombrellone libero. Almeno d’estate.

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